Mi trovo a Londra per qualche giorno di vacanza. Proprio l’altra sera ho avuto il piacere di rivedere un mio ex-coinquilino - ho infatti vissuto qui in Inghilterra per un anno - in occasione del suo venticinquesimo compleanno. Alla festa c’erano tanti ragazzi e non poche ragazze, provenienti da ogni parte del mondo: Svezia, Brasile, Germania, Francia, tanto per citare solo alcuni dei principali Paesi di provenienza degli ospiti.

Non è una novità questa, per chi conosce Londra: la City infatti è sempre stata un crogiolo di genti diverse, questo è il suo tratto peculiare e uno dei motivi per cui Londra è famosa nel mondo.

Alla festa c’erano un paio di volti noti, amici di vecchia data che non hanno esitato a chiedermi come vanno le cose a Roma, ma soprattutto non hanno perso l’occasione per cercare di capire perché ultimamente si parli tanto di Napoli e dei suoi rifiuti.

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Facile immaginare il mio imbarazzo. Le domande dei miei interlocutori avevano un tono che non stento a definire basito. Una ragazza brasiliana di madre francese mi ha chiesto quale fosse davvero la situazione in Campania.

Pensava infatti che i media britannici avessero gonfiato il problema.

Mi è stato chiesto se dopo le dimissioni dei responsabili politici locali fosse vagamente migliorata la situazione.

Non mi voleva credere quando le ho detto che erano ancora tutti al loro posto.

Non si è dimesso proprio nessuno.

Lo sguardo di Oskar, baldo giovane svedese, ha lasciato intendere quali fossero i suoi pensieri, in particolare quando mi ha chiesto se pensassi anch’io che far partire per la Germania i treni carichi di immondizia fosse la soluzione al problema.

Ho cercato - invano, ahimè - di far capire ai miei interlocutori che il problema dei rifiuti non nasce oggi in Campania. C’è da diversi anni, ormai. Assieme alla tragedia dei rifiuti c’è la piaga della Mafia, che in Campania prende il nome di Camorra, altro fenomeno che all’estero non si riesce a comprendere.

Lo stupore dei partecipanti alla festa deriva dal fatto che l’Italia è considerata la settima potenza industriale al mondo, ma che non è in grado di debellare le associazioni malavitose, che peraltro hanno un nome peculiare in ciascuna delle principali regioni del Mezzogiorno - Mafia in Sicilia, `Ndrangheta in Calabra, Sacra Corona Unita in Puglia e Camorra in Campania. Altro fatto sconcertante questo per chi ha passaporto svedese.

Ho tentato di spiegare agli ospiti - non senza difficoltà - che non è facile sconfiggere le associazioni criminali quando in Parlamento ci sono esimi rappresentanti dei cittadini che hanno condanne per mafie - talvolta addirittura passate in giudicato.

Questo è stato il momento più imbarazzante.

Lo svedese ha sorriso sarcasticamente, informandomi del fatto che nel suo Paese, se viene anche solo adombrato il sospetto che un membro del Parlamento abbia commesso un qualsiasi illecito di rilevanza penale, è lui stesso il primo a dimettersi. Ben prima della fase istruttoria. Altro che la condanna penale arrivata al terzo grado di giudizio…

Lo sapevo già, ma ho fatto finta di niente.

L’esatto contrario di quello che succede in Italia, in altre parole.

Altra cosa che all’estero non si comprende sono gli scontri polizia - manifestanti. Tutti i presenti erano inizialmente solidali nei confronti di chi vedevano manifestare, perché pensavano che protestassero per chiedere strade pulite e discariche efficienti. Incontenibile è stato lo sdegno quando ho rivelato che in realtà si trattava di proteste collettive organizzate dalla cittadinanza al fine di non costruire o far riaprire discariche preesistenti.

Alcuni particolari ho evitato di menzionarli, per non essere deriso ulteriormente.

Avrei infatti potuto dire che le vie dove abitano gli amministratori campani sono mantenute nel più rispettabile decoro dagli operatori ecologici, mentre il resto della città è nel più completo degrado.

Ho taciuto inoltre il fatto che a Posillipo, chissà perché, del problema rifiuti non si sente nemmeno parlare.

Dopo diversi mesi il centro di Napoli singhiozza, mentre la periferia è ancora sommersa da tonnellate di munnezza. La situazione stenta a tornare alla normalità.

È indispensabile una nuova classe dirigente, di persone efficienti che abbiano senso dello Stato, in grado di assumersi la responsabilità di risolvere i problemi dei cittadini.

È necessario aprire una stagione politica nuova, non a parole, ma nei fatti.

Pena il declino della nostra Nazione.

Posso assicurare che fa male sentirsi deridere per l’incompetenza della nostra classe dirigente - specie per chi, come me, è orgoglioso e felice di essere Italiano, nonostante tutto.

I miei amici tedeschi e l’unico suddito del re di Svezia presenti alla festa sono stati unanimi nel dire che, se qualcosa di vagamente simile fosse successo nei loro Paesi, ci sarebbe stata una sollevazione popolare.

Ho risposto loro che quello che è successo a Napoli poteva accadere solo in Italia.