La “piccola” quadratura del cerchio

Di Sergio Panzarella • 17 Giu 2008 • Categoria: Politica • 6 Commenti

L’incompatibilità tra monoteismi e democrazia non è sancita dalla legge, a differenza di quella prevista tra alcune cariche “economiche” e pubblici uffici, ma quello è un altro discorso.
La premessa non intacca l’evidenza di una difficile coesistenza (da leggersi: incompatibilità) tra quella che viene considerata ed indicata come una delle radici della cultura europea e forse la principale catena (nella sua declinazione cattolica) di quella italiana, e cioè il monotesimo, cristianesimo nella nostra esperienza, e la democrazia.
Il rapporto è da sempre evidentemente problematico e la constatazione è di carattere primariamente storico e più concretamente sociale e comportamentale.

Partiamo con una testimonianza storica.
“Con il giudizio degli angeli e la sentenza dei santi, noi dichiariamo Baruch de Spinoza scomunicato, esecrato, maledetto ed espulso, con l’assenso di tutta la sacra comunitĂ  [...]. Sia maledetto di giorno e maledetto di notte; sia maledetto quando si corica e maledetto quando si alza; maledetto nell’uscire e maledetto nell’entrare. Possa il Signore mai piĂą perdonarlo; possano l’ira e la collera del Signore ardere, d’ora innanzi, quest’uomo, far pesare su di lui tutte le maledizioni scritte nel Libro della Legge, e cancellare il suo nome dal cielo; possa il Signore separarlo, per la sua malvagitĂ , da tutte le tribĂą d’Israele, opprimerlo con tutte le maledizioni del cielo contenute nel Libro della Legge [...]. Siete tutti ammoniti, che d’ora innanzi nessuno deve parlare con lui a voce, nĂ© comunicare con lui per iscritto; che nessuno deve prestargli servizio, nĂ© dormire sotto il suo stesso tetto, nessuno avvicinarsi a lui oltre i quattro cubiti [circa due metri], e nessuno leggere alcunchĂ© dettato da lui o scritto di suo pugno”.
Il testo è, evidentemente, quello relativo ad una scomunica rabbinica, una delle tante, comminate dalle più alte cariche di confessioni monoteistiche, tra le quali anche il Papa a pensatori e filosofi: Spinoza per esempio, che parlava di libertà di coscienza, non riportato per la forma grottesca e oscurantista, ma per la sua esemplarità a sostegno della tesi.

Concentrandosi sul Cristianesimo, questa si aggiunge alle numerose scomuniche papali come già accennato, tra le più famose quella ai comunisti del 1949, mai revocata, e quella recente per l’aborto.
Ancora storia, il cristianesimo introdusse il principio dell’uguaglianza e del libero arbitrio, tuttavia alcune Chiese cristiane esercitarono una sorta di dittatura sulle coscienze dei loro adepti, concedendosi inoltre “il beneficio” di espellere, scomunicare, processare presso i tribunali di inquisizione organici ed in alcuni casi condannare al rogo gli indisciplinati, provvedimenti strutturalmente contrari alla rivoluzionaria introduzione. La stessa libertà di pensiero fu conquistata con dure lotte contro vescovi ed esponenti di tutte le confessioni, quasi ossessionati dalla volontà di “dominare” e controllare coscienze e moralità.
Insomma ci sono elementi sufficienti, considerando anche gli innumerevoli non riportati, per sdoganare la tesi e darle un giusto e significativo background. Per di più, in concreto, si ravvisa una sostanziale interferenza fra la pratica democratica: dialogo, confronto, scontro; e l’antidemocraticità propria di chi si pone all’interno del “meccanismo-tessuto” democratico partendo dal presupposto-consapevolezza che la sua non sia una semplice opinione o un’opinione tra le altre, ma la verità. Non a caso proprio la parola verità, ricorre “solo” 25 volte nella Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel Mondo contemporaneo – Gaudium et Spes, a cui si accennerà in seguito.

L’evoluzione naturale del discorso conduce, come ovvio, in Italia. D’altronde tutte le strade non a caso portano a Roma, dove il tutto è avvalorato, da alcune manifestazioni del “Sistema Chiesa”, attualmente non proprio democratiche: meccanismo di spostamento dei preti pedofili e complicità di altre cariche, tra le quali l’attuale pontefice, al fine di evitare scandali1; assegnazione “di diritto” dei fondi dell’8 per mille derivanti dalle preferenze non espresse (violazione giornaliera del principio democratico fondamentale che sancisce uguaglianza delle confessioni religiose davanti allo Stato); rigogliosa attività censoria, ecc., ma anche questo è un altro - seppur significativo - discorso.

Per argomentare: il “problema” del Cattolicesimo è quello di non essere costitutivamente portato a mettersi in discussione, a rappresentare una minoranza, un’opinione tra le opinioni, a diventare un attore tra gli altri nella dinamica democratica. Proprio in questa impossibilità strutturale risiede l’incompatibilità con la democrazia.
Per fugare tutti i dubbi e schivare critiche ovvie e ripetitive, nessun bavaglio alla Chiesa, in quanto essa fa parte della società e deve partecipare al dibattito democratico come tutti gli altri, dovrebbe “semplicemente” farlo con lo stesso approccio e la stessa “intensità” di tutti gli altri attori. Ma data la contingenza, direi che è al momento impossibile.

Un altro aspetto basilare in un contesto democratico è l’apertura, ben predicata agli altri nella stessa Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel Mondo contemporaneo – Gaudium et Spes, che al paragrafo 23 riporta: “Quanto agli atei essa (la Chiesa), li invita a voler prendere in considerazione il Vangelo di Cristo, con animo aperto”.
Questo atteggiamento di palese apertura, accoratamente caldeggiato dalla Chiesa, non sembra nei fatti assunto dalla stessa - da sempre, ed oggi più che mai con il pontificato di Papa Benedetto XVI, arroccata su posizioni marcatamente reazionarie e tutt’altro che aperte. Al di là dei luoghi comuni, si predica bene e contemporaneamente si razzola male. Persino il dialogo interreligioso è stato messo da parte dalla “Nuova” Chiesa.
Posizioni marcatamente reazionarie che hanno a che fare con questioni etiche, quali la ricerca scientifica sulle staminali, sulla fecondazione assistita ed eterologa; le unioni di fatto e i DICO, la recente e anacronistica ri-polemica sull’aborto!!! (I tre punti esclamativi, si sono spontaneamente auto-inseriti!!!)
Per di più posizioni marcatamente reazionarie, che hanno un’influenza enorme in Italia.

Senza grosse elucubrazioni un’enorme influenza deve necessariamente derivare da un enorme potere. A tal proposito, proprio di recente è stato pubblicato da Feltrinelli La questua di Curzio Maltese, che si interroga su quanto costa effettivamente la Chiesa agli italiani, in termini economici. L’indagine che sta alla base del libro, come riporta l’autore, è stata di difficile realizzazione, per l’assenza di documenti e il sostanziale disinteresse giornalistico in merito. Non ci sono inchieste sul Vaticano e se scoppia uno scandalo, come la pedofilia, si devono comprare i documentari dalla BBC. L’inchiesta ha portato ad un risultato, forse ipotizzabile, ma comunque stupefacente: la Chiesa costa agli italiani più dell’odiata casta dei politici. Ad incrementare il bottino, copiose elargizioni da Stato e Pubblica Amministrazione e un cumulo di vantaggi fiscali accordati.
Un totale indicativo di 4 miliardi di euro, senza scendere nei particolari delle voci e delle esenzioni, dei quali solo 1/5 è speso in attività caritatevoli.

Dato che il denaro è un buon surrogato-rappresentante del potere, allora possiamo dire di aver trovato una “piccola” quadratura del cerchio. Da questo, e non solo, deriva la “particolare laicità italiana”, o anche la libertà dell’italiano laico, sempre minore di quella dell’italiano cristiano-cattolico.
Il potere mediatico della Chiesa, che non solo è il leader di quell’oligopolio, meglio noto come informazione, ma è anche l’incontrastato monopolista del mercato dell’informazione confessionale (“i pezzi” di informazione, relativi alle altre confessioni sono abbastanza sporadici!) è assolutamente self-evident, basta guardare un TG!
Altrimenti come si spiegherebbe il valzer del presidente del Consiglio in merito al reato di clandestinitĂ ?
Forse che la sua dichiarazione di contrarietĂ  sia stata pronunciata per non urtare la sensibilitĂ  cristiano-cattolica?
Sia chiaro, personalmente sono contrario al reato di immigrazione, riporto questo avvenimento, per dovere di attualitĂ  ed onore di cronaca, con un intento esclusivamente esemplificativo (un esempio tra i tanti e neanche il piĂą eclatante).
Per non parlare del teatrino idilliaco della recente “Colazione da Ratzinger” e le dichiarazioni che ne sono susseguite.
Berlusconi: “La Chiesa è una ricchezza”, a ben vedere ha proprio ragione!
Sarà un caso che l’Italia è il paese occidentale che spende meno per la ricerca scientifica e più per irrorare le già pesanti casse della Chiesa?
No, o almeno non sembra proprio una coincidenza.
Per concludere, stupisce che “The Time 100”, la classifica annuale dei cento personaggi più influenti, stilata dal Time, quest’anno comprenda i Radiohead, capaci di rivoluzionare il mercato discografico, mettendo i brani su internet, vendendoli al prezzo che il consumatore è disposto a pagare, ed escluda Papa Benedetto XVI.
Peccato che, soprattutto in Italia, questa esclusione rimanga e sia valida soltanto sulla carta.

Note:

1)Atteggiamento diffuso nella gerarchia ecclesiastica, e formalizzato in documenti quali la “Crimen Sollicitationis” e la successiva “De Delictis Gravioribus”, firmata proprio Joseph Ratzinger

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Sergio Panzarella

Sergio Panzarella Sergio Panzarella: anni 21, giovane universitario economico, con sogni di gloria manageriali, appassionato di marketing, di noir italo-francese-spagnolo (Carlotto, Izzo, Vázquez Montalbán) meglio se piccante-sporco, legato al calcio da radici profonde, una volta calciatore dilettante. Elettronicamente Daft Punk, Justice, Boys Noiz e recentemente Crookers e Bloody Beetroots. Cinema d'autore (Allen, Fratelli Coen, Rossellini --> banalmente) o d'azione (meglio se Thomas Mann). "Filosoficamente" interessato all'evoluzione dell'ateismo nei pensatori post-hegeliani (da Fehuerbach in primis, a Nietzsche passando per Marx). Attualmente scosso per alcune questioni italiane.
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6 Commenti »

  1. Finalmente il Tamarindo si espone. Era partita come una redazione giovane, di spiriti bollenti, ma si era trasformata in… cronaca rosa.

    Ora che si è toccata l’argomento dolente “Chiesa”, spero si possa toccare anche l’argomento dolente “Israele”.

    NO ALLA CENSURA
    NO AL POLITICAMENTE CORRETTO

  2. Caro William,

    siamo felici che l’articolo ti piaccia, ma siamo spiacenti di doverti deludere: il Tamarindo non si è “esposto”. Il nostro imperativo è quello di dar voce a tutte le opinioni, politicamente corrette e no, ma esse devono essere rigorosamente argomentate e mai offensive o irrispettose. Sono le uniche due condizioni richieste ai nostri collaboratori, i quali esprimono opinioni che non necessariamente sono condivise da tutti i componenti della redazione o dal direttore.

    A nostro avviso Sergio ha saputo argomentare in modo puntuale la propria opinione personale, e spero che quest’ultima servirĂ  come spunto per un dibattito costruttivo e civile.

    Pubblicheremo presto articoli riguardo alla crisi arabo-israeliana. Trattandosi di un argomento estremamente delicato, abbiamo deciso di aprire il dibattito con le testimonianze di giovani che hanno sperimentato in prima persona il dolore e la sofferenza presenti da entrambi i lati di questo conflitto.

    Per quanto riguarda la “cronaca rosa”, che immaginiamo sia un riferimento alle analisi sulla societĂ  e i costumi: la redazione è fiera di tutti gli articoli finora pubblicati, ed in particolare reputa che gli approfondimenti in questione siano un utile spunto per cogliere aspetti della vita quotidiana che spesso vengono trascurati.

  3. Bravo Sergio, ottimo articolo. La cosa che, da cattolico, mi risulta strana è che mi pare veramente che il nuovo papa abbia attirato a sé una enorme schiera di fedeli. Non mi spiego, soprattutto dopo un pontificato come quello di Giovanni Paolo, come molti cattolici siano così ottusi da non rendersi conto del ritorno al medioevo che stiamo vivendo. Ci vorrebbe una bella rivoluzione, tanto nella Chiesa cattolica quanto nello Stato italiano.

  4. Sono cattolica e pratico da sempre ma questo non mi ha portata ad avere poca luciditĂ  e spirito critico.Conosco la storia della chiesa molto bene e tutto ciò che riporta Sergio è storia vera.Come dimenticare le guerre in nome di Cristo,la lotta per le investiture,la “Plenitudo Potestatis” e via dicendo,guai a farlo.Tutto ciò però di cattolico e cristiano non ha niente.Non devo essere certamente io a dirvi ciò che GesĂą Cristo facendosi carne è venuto ad annunciare sulla terra.Il cristianesimo predica pace,tolleranza,uguaglianza e soprattutto amore verso il prossimo.Purtroppo la chiesa è costituita da uomini e donne e non da individui perennemente “illuminati dallo spirito divino” e quindi da esseri imperfetti che certamente non vivono nella povertĂ  e vivono agiatamente nei loro palazzi quasi fossero parlamentari ricoperti d’oro.Mi disgusta un cardinale che sale sul pulpito a predicare caritĂ  ed elemosina e poi al dito porta un anello che da solo potrebbe sfamare una regione del terzo mondo.La chiesa non cambierĂ  mai,si evolve ma non cambia.Pochi sono stati e sono tutt’ora i veri strumenti di Dio e per fortuna tutti ne abbiamo conosciuto le gesta ed è questo che mi porta a “chiudere un occhio”nei confronti della stragrande maggioranza che la costituisce.La chiesa non è da considerarsi istituzione politica o monopolio degli alti prelati.La chiesa sono io,tu.La chiesa è comunitĂ  formata da gente comune che ha fatto una scelta di fede seria che costa sacrifici odierni e che richiede la pratica di sacramenti che al di fuori di quelle mura non possono essere somministrati.Anche a me a volte viene il rigetto quando sono in chiesa ma devo recarmici per forza perchè è soltanto lì che posso trovare(come io credo)il corpo di Cristo. Il patto tra chiesa e stato in Italia è inevitabile e comunque la voce del Papa piĂą o meno condivisibile resta sempre la voce di un uomo che espone un pensiero non di massa ma di corrente.Credo che sia giusto denunciare ciò che è stato citato sopra e sono consapevole che è il vero ma penso anche a tutti i sacerdoti,i vescovi,i cardinali che vivono in condizioni pessime accanto a chi soffre dall’altra parte del mondo e che vediamo ogni tanto comparire in tv durante gli spot, per aiutarci a non dimenticare chi non ha nemmeno l’acqua.C’è il Papa e ci sono per fortuna anche loro.

  5. the God’s rottweiler : “la colonizzazione del sudamerica avvenne senza particolari problemi”.

  6. sergio, leggendo la tua «biografia» e la tua attenzione per quelli che definisci «posthegeliani» (inserendoci - e qui sta l’interesse - nietzsche), mi viene spontaneo suggerirti un libro che recupera nietzsche in chiave dialettica, attraverso lo studio delle sue evoluzioni di pensiero. «nietzsche: il ribelle aristocratico» di domenico losurdo.
    non lo leggerai mai, ma comunque…

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