Claudio Adami o l’esistere a misura di pennino.
Di Michelangela Di Giacomo • 3 Ott 2008 • Categoria: Eventi • Nessun commentoDal 23 settembre al 3 novembre, presso lo Studio d’arte contemporanea Pino Casagrande, è possibile visitare una nuova mostra personale di Claudio Adami, umbro di nascita e romano d’adozione, che da decenni pratica con disinvoltura il palcoscenico dell’arte contemporanea italiana. L’accoppiata Adami-Casagrande è ormai sperimentata e produce immancabilmente risultati straordinari di eleganza, modernitĂ e significati.
Apparentemente ripetitive, le opere di Adami, tele e carte riempite fino allo sfinimento di una microscopica scrittura che racchiude in sĂ© ogni significato ed ogni annullamento di senso, continuano un iter artistico che, nella stessa riproposizione nel corso degli anni, trae nuovo vigore senza mai rischiare di annoiare. La ritmica scansione del tempo, un diario intimo e quotidiano apparentemente identico ma costantemente differente, si sostanzia, infatti, dalla reiterazione del gesto senza mai sfociare nella monotonia. Claudio Adami scrive tutta la sua vita e la cancella al tempo stesso, sviscera agli occhi dello spettatore l’esistenza e lo riporta ad un’ancestrale sensazione del fluire temporale che nessuna scrittura e cultura è mai riuscita a codificare e che sembra non potersi svincolare da una cognizione puramente personale dell’esistere. In un mondo oberato dalle manifestazioni comunicative di ogni forma, Adami presenta invece un lavoro fortemente grafico, che si estrinseca in un’eleganza sottile, un bianco e nero che non disturba e che risucchia, fino a rendere quasi impossibile staccare lo sguardo. Il loft di Pino Casagrande, da sempre una delle piĂą prestigiose gallerie della capitale, si rivela ancora la location ideale accogliendo nella perfezione del suo bianco le riflessioni piĂą o meno consce dello spettatore sull’esistere e il comunicare.
Claudio Adami, Analytic(al), presso lo Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, via degli Ausoni 7A, San Lorenzo, Roma. Dal martedì al venerdì, fino al 3 novembre.
Michelangela Di Giacomo Nata a Roma nell’anno 1983, cullò dalla tenera età velleità da palcoscenico e da pennino a china. Dopo aver perso qualche diottria traducendo greco antico, scartate come possibilità di carriera le pulsioni all’arte, al design e al giornalismo, decise di diventare uno storico. Cinque anni in Sapienza, sette mesi a Madrid, si avvia ora in terre senesi per intraprendere un dottorato. Interessata a tutto, appassionata alla vita, tenta di cogliere spunti di riflessione nel caos comunicativo dell’era contemporanea. Tra i suoi svaghi, il ballo in tutte le sue forme, il teatro, il fumetto, l’arte e la lettura. Tra le sue ambizioni, un libro con Einaudi e la Presidenza della Repubblica. Ci sta lavorando su.
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